Vai a farti un giro?

inversione a U
Occhi, capelli, profilo: lo specchietto è d’accordo con me; ho bisogno di una pausa.
Il rosso del semaforo mi dà il tempo di curiosare fuori dal finestrino; appoggio i gomiti al volante e inizio a guardare verso destra.
La vetrina di una pasticceria mi prende per il naso ricordandomi il profumo della crema avvolta dalla pasta sfoglia incipriata di zucchero a velo. Avrei voglia di accompagnarla con un cappuccino caldo, magari con una spruzzatina di cacao sopra. Ma l’occhiolino verde smeraldo del semaforo mi allontana subito da questa tentazione.
Sono stanchissima, è snervante; i clacson, le frenate e i rombi di motore inutili mi infastidiscono: non vedo l’ora di arrivare al parcheggio per mettete i piedi a terra.
E pensare che oggi volevo solo passeggiare spensierata in centro, rilassandomi un po’.
Al parcheggio la voglia di tornare a casa è tanta ma non mollo e sconto un quarto d’ora in cerca di un incastro per la mia auto.
Finalmente scendo e sospiro convinta che il peggio sia passato. Ma dopo qualche centinaio di metri capisco che era solo l’inizio di una giornata tutt’altro che meravigliosa.
I tacchi accelerati dello shopping sfrenato e i treni impazziti che mi passano vicino in cerca dell’ultimo regalo, mi fanno girare la testa.
Prima di arrendermi decido di spostarmi verso qualcosa di più caldo e tranquillo, punto a una delle casette in legno, quella che profuma di vin brulé. L’alcol e la cannella mi fanno dimenticare per un attimo dove mi trovo, finché una signora impellicciata e ingombrante mi spintona.
“E stia attenta con quel bicchiere, mi rovina il soprabito!”
“Soprabito? Un orso polare, lo chiama soprabito?”
La guardo sconvolta, tra le mani ho il vin brulé: scotta. Forse questa non si rende conto ma potrei farle molto male. Lascio perdere, in fondo Natale è vicino, così alzo gli occhi, aspetto che “madame” passi avanti e invece dell’inchino le faccio il dito.
Ridendo, finisco di bere la mia ricompensa.
È deciso, mi arrendo, torno a casa!

Stefania

Annunci

7 pensieri su “Vai a farti un giro?

  1. Ma eri tu, o io, che mi aggiravo sconsolata come te nel caos prenatalizio?
    Vuoi mettere una baita sperduta in montagna, sotto un metro – meglio solo mezzo – di neve? Sogno solo questo, di Natale.

    Mi piace

  2. Bleffando secondo me è meglio con la u. Uno a uno, palla al centro. (…) Aspetta, ho controllato: vale anche con la e. Gol annullato. Ma lo segno il gol del pareggio, eh!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...