Il tempo di cambiare

tramonto b

I riflessi dorati della tenda salutavano gli ultimi raggi di sole di una fredda giornata di gennaio; tutto, al di là di quel velo d’organza, taceva.
Solo il tamburellare delle dita sul tavolo, il sospiro nervoso e il dondolio al ritmo della lancetta dei secondi, accompagnavano la sua anima tormentata.
“Uffa, che aspetta a chiamarmi?”
“Stai calma Alessia, così cosa credi di risolvere?”
“ Sara senti, voglio risparmiare il fiato per quando quel cretino mi chiamerà, non provarci ok? Non mi metterò qui con te a discutere su chi ha ragione!”
E così, ogni giorno, Alessia restava in quel tavolo ad aspettare l’ultimo raggio di sole sulla tenda, scaldandosi di attesa per una telefonata che non sarebbe mai arrivata.
Il cielo svuotava i colori e lei si riempiva di tenebre. Ma la notte bruciava la rabbia e lasciava al mattino la brace tiepida per un nuovo giorno d’attesa.
Era lì, in quel ponte a guardare con lui il tramonto. La teneva stretta e le sue dita scivolavano tra i lunghi capelli dorati di lei mentre cercava le sue labbra. Lei, minuta, pelle di latte, capelli miele e occhi di cioccolato; il ripieno: un forte liquore alla ciliegia. Lui, alto, robusto, pelle ambrata, capelli onice e due zaffiri al posto degli occhi; dentro: la durezza del cristallo.
Quando si incontravano, lei evaporava, lui si frantumava.
Ma un suono acuto, ripetuto e vibrante li infastidiva e come un sasso, lanciato in uno specchio d’acqua, distruggeva quel bellissimo sogno.
7.30: puntuale come ogni mattina, lo schiaffo della sveglia ferrava i piedi di Alessia.
Lavorare, mangiare, lavorare, mangiare e dormire: semplice come sopravvivere.
Già, sopravvivere ma a quale prezzo? Perché vivere di attesa? Perché non strappare quel foglio e riprendersi una pagina bianca tutta sua? Perché lasciare che gli altri decidessero per lei?

Stefania

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6 pensieri su “Il tempo di cambiare

  1. Bello l’incipit, ritoccherei solo un paio di cosette (inezie) : “Solo il tamburellare delle dita sul tavolo, il sospiro nervoso e il dondolio ritmato dai secondi dell’orologio, accompagnavano la sua anima tormentata.
    …pelle di latte, capelli miele e occhi di cioccolato: può una bionda avere gli occhi scuri “di cioccolato”? raramente, credo.
    Per il resto come sempre, brava!

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  2. Eccellente! Sono però d’accordo con Paola per il “…tamburellare delle dita sul tavolo, il sospiro nervoso e il dondolio ritmato dai secondi dell’orologio…”. Poi direi “…Alessia restava seduta a quel tavolo ad aspettare…”. Una curiosità: i “capelli onice” che colore hanno? 🙂

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  3. mi piace la semplicità con cui scrivi, non sei veterana e quindi puoi permetterti di “sbagliare ” x quel che dicono loro… e’ solo un modo diverso di esprimersi…. si capisce l’attesa e il nervosismo…brava….

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