Pazza di spesa

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Non so voi, a me non piace fare la spesa.
Parlo della spesa settimanale con lista promemoria per non dimenticare niente, perché ci sono cose che dai per scontato che siano illimitate, ma quando finiscono è un guaio.
Tipo: sale, zucchero, farina, e che dire della carta igenica? Senza quella ti ritrovi nella…
Lasciamo perdere i particolari, dicevo che non mi piace fare la spesa.

Arrivo già stressata per il carrello perché non mi ricordo mai di portarmi l’euro e sono costretta a chiedere alla commessa che ogni volta mi guarda scocciata e sbuffa.
Poi, come se entrassi in autostrada, mi aggrappo al carrello pronta per il grande viaggio.

Resto subito spaesata, mi guardo attorno, pensando si aver sbagliato entrata, è tutto sotto sopra, ma poi leggo: “Solo per voi, ci siamo vestiti di nuovo!”
E mentre penso: “brutti stronzi, proprio oggi, proprio a me, proprio adesso che avevo imparato l’ordine delle corsie”, mi abbandono alla sorte e svolto a destra ignara di chissà cos’altro intralcerà la mia corsa.

Mi scontro con la parafarmacia, eh già al super c’è anche quella, oltre al reparto accessori auto, abbigliamento uomo – donna – bambino, elettrodomestici e libri; ma non ho tempo e così al cartello abbigliamento, intimo, lubrificanti auto ed eventuali accelero.

Stoppo ai detersivi: sembra la carica dei 101! Per fortuna ho i miei affezionati, li trovo quasi subito, li ficco nel carrello e proseguo con la spesa.
Bagnoschiuma, shampoo, olio, aceto, ho letto da qualche parte che c’è uno studio specifico sulla disposizione dei prodotti nelle corsie e negli scaffali. In primis le cose più pesanti e man mano che prosegui sempre più leggere. Mi sa che mi sono persa il sale grosso perché sono al reparto prima colazione e non l’ho ancora visto; ci penserò dopo.

Arrivo alla corsia dolciumi. Cerco di lasciarmi alle spalle il pericolo numero uno dell’ormai imminente prova costume ma prima di svoltare l’angolo mi viene una gran voglia di nocciolata e capitemi per favore, non cioccolata o una scontatissima nutella ma di NOCCIOLATA!
Faccio dietro front, ripasso due volte la corsia delle schifezze ma della nocciolata nemmeno l’ombra! Mi guardo alle spalle, controllo i carrelli degli altri piloti ma niente, la nocciolata non ci sta! Torno alla fine della corsia rassegnata, ricontrollo per l’ultima volta alla mia sinistra e cosa leggo? Nocciolata in promozione, con tanto di cartellino rosso e penso: come ho fatto a non vederla? Allungo la mano ma… FINITA!
Altro studio fatto sul supermercato (fatto da me però): la merce in promozione non si trova mai.
Mi rendo conto che ho perso solo un sacco di tempo quindi, meglio accelerare e guadagnare terreno.

Arrivo agli affettati, non chiedo molto, solo 1 etto e mezzo di prosciutto cotto.
Purtroppo prima di me c’è un uomo, sta sudando, la scelta è assai difficile e ha poco tempo. Primo perché ci sono io dietro che aspetto, secondo anche la commessa ha perso la pazienza e sta tamburellando con le dita sul bancone. Ma dico, un uomo può essere tanto indeciso tra San Daniele e Foresta nera? Pensavo che la preferenza maschile fosse ovvia, invece…

Bene, ho quasi finito, resta il sale grosso: introvabile. Rifaccio tutto il giro del super sudando come una scema perché il carrello è pesante e a me tocca sempre quello con la ruota che gira per conto suo. Mi stufo, immobilizzo un commesso (quando servono non si trovano mai!) gli ordino di dirmi dove cazzu sta stu sale grossu. Mi risponde che OVVIAMENTE sta dietro il bancone del pesce.
Non lo prendo a calci solo perché non ho tempo e vado dritta verso il bancone  e alla fine lo trovo!

Come un miraggio vedo le casse, almeno qui sono fortunata: una è libera, aspetta solo me.
Butto tutto sul rullo, la commessa inizia a passare i detersivi ma uno spande. Mi fa rientrare nel super per rifare una vasca e prendermene uno integro.
Ritorno alla cassa, sfinita, riempio le borse della spesa, in fretta perché adesso dietro di me c’è la fila e la cassiera sembra una macchina da guerra.
Pago: l’ultima agonia prima di caricare il bagagliaio della macchina.
Metto in moto sospirando, finalmente me ne vado da quest’inferno!

Arrivo a casa, orgogliosa di avercela fatta anche questa volta, ma iniziano le palpitazioni. Ho dimenticato… la carta igenica!

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5 pensieri su “Pazza di spesa

  1. Quanto mi fai ridere!! E pensare che ad averlo, il tempo, sarebbe così rilassante fare shopping, ma sì, anche al super. Ma non sei ancora arrivata allo svincolo della quarantina e dei conseguenti occhialetti da lettura.
    Così indispensabili che ormai entro con loro in bella vista sulla testa a mo’ di occhiali da sole. Pensate che qualcuno si accorga della differenza? Boh, peggio per loro! Chi la vedrebbe ancora la dicitura del prezzo al chilo (eh, eeh, eeeh, non ci fregano più con lo sconto a pezzo)!??!
    Ormai sono così allenata, che a spanne – e anche senza occhiali dedicati – so calcolare con pochissimo scarto il totale complessivo di un carrello di spesa settimanale, la spesa grossa!
    L’esperienza vince l’occhio di falco, ovvero…gallina vecchia fa buon brodo…

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    • Macch gallina vecchia! Pollastrella mia! 😉 E di quando riesco a fare la spesa in 5 minuti per dedicarne 15 tutti al reparto libri? Ehm… tutta un’altra storia… 😉

      Il giorno 23 aprile 2013 13:42, e S se scrivo

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  2. Ecco un lavoretto odioso che vorrei delegare, ma purtroppo a casa mia nessuno si prende in carico questa rogna. A proposito di dimenticanze, oggi sono passata al supermercato per prendere i sacchi per la plastica (non ne ho manco uno) e sono tornata con la borsa piena, senza ovviamente i sacchi. 🙂 Ops dimenticavo… post simpaticissimo!

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  3. Risate risate!!
    Scoppiato a ridere da subito alla riga sei. Proseguire è poi un piacere.
    Non mi dire che fra San Daniele e Foresta Nera c’è proprio QUEL doppio senso che intuisco io, no, non me lo dire.
    Che il sale grosso stia OVVIAMENTE dietro il bancone del pesce è un’ovvietà talmente evidente che mi chiedo cosa deve avere pensato quel commesso di te. E caspita, anche tu però, che domande che fai…
    Fino alla freddura finale 😉
    Riflessione. Ma guarda un po’ dove vanno a nascondersi post gustosi come questo. Te lo linko subito.

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    • Grazie Ian! Comunque io preferisco il San Daniele. Foresta nera troppo saporita, ops sapurito per i miei gusti. Vedi che i pericoli non sono solo in cassa? Ma sono sempre pi convinta che il pericolo, quello pi grande e temibile, siamo noi! 😉

      Il giorno 13 giugno 2013 20:38, e S se scrivo

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