Mi sono rotta

Mi sono rotta” non sta per “mi sono stancata” ma semplicemente “si è rotto il filo”. Beh semplicemente… meglio che ve lo spiego.

Avete presente uno yo-yo? Su e giù continuamente, ogni tanto perde il ritmo, il filo si tira tutto e resta lì a penzoloni finché non viene riavvolto per l’ennesima sfida. Penserete anche voi che, per rompere il filo, ce ne vuole. Voglio dire, quel tipo di filo è abbastanza resistente, se si è rotto, chissà cos’è successo. Sì perché mica ho detto tagliato, ho detto rotto.

Prima funzionava così: c’erano io dentro e io fuori che “yoyogavano” continuamente. Lo so, yoyogare non esiste, mi sono presa una licenza poetica, portate pazienza, lasciatemi fare, magari così il filo si aggiusta. Dicevo? Ah sì, ero un tutt’uno, io dentro e io fuori, uno yo-yo appunto.

Ogni tanto i due si staccavano, ID usciva allo scoperto, andava a farsi un giretto restando però sempre in comunicazione con IF tramite quel filo. Mi sono permessa di abbreviare: ID sta per io dentro e IF per io fuori e a pensarci bene calza a pennello perché quando leggo ID penso al codice identificativo per entrare nei programmi del pc (di solito è accompagnato da una password, tranquilli ho anche quella) e quando leggo IF penso automaticamente a “se” e tutti i se per me di solito arrivano da fuori.

Stavo dicendo, erano due parti distinte che insieme formavano il bellissimo pezzo unico e modesto che sono io. Poi un giorno, qualcuno si è messo a giocare con il MIO yo-yo; non era una persona qualunque ma un professionista del gioco dello yo-yo. Ha cominciato a farmi rimbalzare nell’aria senza mai fermarsi e lo yo-yo non si allentava mai facendo sembrare quel filo un elastico. Ma era solo un filo, resistente ma pur sempre un filo che ad un certo punto TRACK: si è rotto. E il professionista non ha fatto una piega, quasi abituato a quelle rotture, se n’è andato con sufficienza.

Per me invece era la prima volta che vedevo uno yo-yo rompersi, oltretutto era il mio. La situazione era delle peggiori: ID pensava e IF non capiva, ID parlava e IF non ascoltava, ID dettava e IF scriveva un’altra cosa. Dopo un po’, per fortuna, hanno cominciato a cercarsi perché non erano abituati a tanta lontananza.

Ho risolto facendo un nodo e ho ripristinato la comunicazione, basta solo un po’ di attenzione a non far inceppare il filo. Forse penserete che sono pazza, che davvero sono rotta da qualche parte o forse semplicemente vi siete rotti voi a leggermi. Forse. Ma è il prezzo da pagare per… Yoyogare!
Buon yo-yo a tutti!

Stefania Zanotto

yoyo

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3 pensieri su “Mi sono rotta

  1. Azzardo, sa di metafora di una storia d’amore o quasi amore finita o neanche iniziata per colpa (colpa parola forte) di qualcuno dagli scrupoli non proprio troppi e abituato a usare le persone (anche usare è parola forte).
    Potrei aver preso un abbaglio clamoroso. Ciò non mi spiacerebbe neppure troppo, al massimo mi danno il posto al nostro ormai famoso manicomio con una certa, come dire, priorità, ecco.
    Però almeno ci ho provato 😉

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    • Facciamo cos, ti spiego i dettagli in manicomio, dove avremo due camere comunicanti… Pi che usare le persone io parlerei di usare le parole. Nel senso che ci sono persone che sanno usarle bene, molto bene e questa io la considero una responsabilit. E’ possedere un’arma, tu dirai s beh allora ce l’abbiamo tutti quell’arma. S Ian ma c’ chi ha il patentino. Quello che rompe me come e quando si usa. Forse colpa della pazzia, forse perch io il patentino ancora non ce l’ho (ma chiss magari prima del manicomio riesco a farlo), ma non so se riuscirei a usare le parole per “ingannare” le emozioni. Con le parole puoi ammazzare o risuscitare una persona e io ci credo.

      Il giorno 15 giugno 2013 23:29, e S se scrivo

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