Supereroi e bollicine…

Mi sono svegliata, con calma, era sabato.
Ho riempito la mia tazza verde per 2/3 di caffè e  1/3 di latte.
Un ibrido tra un caffè macchiato e un caffelatte..
Niente zucchero, l’ho lasciato tutto ai biscotti, 3 frollini al grano saraceno che poi sono diventati 4.
Mi piacciono, hanno un gusto particolare e poi sono a forma di 8, quel numero che mi porto sempre appresso.
Al sabato faccio tutto quello che non riesco a fare durante la settimana e l’unica cosa rilassata che mi concedo è la colazione.
Ma quel sabato, mentre intingevo i biscotti nel mio “shaker” mattutino, ho dato una sbirciatina alla posta del venerdì.
Non dovevo farlo.
L’ultimo 8 ha fatto un tuffo nel latte e non è più riemerso.
Non è la prima volta che mi succede (non mi riferisco al biscotto) ma questa è stata la scintilla, l’innesco, qualcuno lo chiama lampo, che mi ha fatto scrivere questo post.
La busta in questione conteneva della pubblicità riguardante qualcuno che conoscete anche voi o comunque con cui avete avuto a che fare almeno una volta nella vostra vita.
Non voglio perdermi in chiacchiere e vi do la mazzata come l’ho ricevuta io:
bancoposta

Evviva!
I supereroi, la magia, il circo! Ma che ci fanno in posta?
Ma perché?
Io quando l’ho vista ho alzato gli occhi al cielo e mi sono pure offesa. Ma mi prendono in giro?
E non so se ve ne siete accorti ma… non sono i soli.
Guardatevi intorno, mentre camminate o siete in macchina per strada, ascoltate la radio, guardate la televisione, navigate sul web.

E 1:
pubblicita1
E 2:
pubblicita2
E 3:
pubbicità3

Vi violentano ogni giorno e non ve ne accorgete, vi abituano a guardare le cose in modo sbagliato.
Non sto dicendo che non sia giusto fare pubblicità, sto solo dicendo che va costruita bene. E non sto parlando di grafica e colori. Certo servono anche quelli.
Voglio (e non vorrei, intendo pretendo!) una pubblicità che mi parli chiaro, che conosca il prodotto, che ne risalti i punti forti, che mi catturi, non per stranezza o incomprensione.
Voglio una pubblicità bella da guardare.
E ripeto, non è grafica, è studio del prodotto e di ciò che voglio comunicare con quella pubblicità.
Accidenti, non è uno scherzo, è un lavoro.
Se ritorno alla pubblicità delle Poste e penso ai servizi che offrono, l’ultima cosa che ci avrei accostato sono i giochi di prestigio e i supereroi.
Non tocca a me giudicare, in fondo chi sono io? Non è il mio lavoro, certo.
Ma dovrei subire in silenzio? E poi scusate eSse scrivo è anche casa mia quindi posso dire quello che penso senza problemi. Che tanto poi lo faccio comunque sempre, anche fuori di casa…
Non mi piace l’indifferenza, non voglio lasciarmi bombardare tutti i giorni di cattivo gusto.
Non voglio abituarmi a tutto questo, non voglio farlo diventare normalità.
Non sono una scema! E non lo siete nemmeno voi!
Per fortuna non tutti lavorano così, qualcuno costruisce immagini coordinate e fa comunicazione.
La reputazione di un’azienda.
Spero diventi contagioso.
Intanto sabato sera, sfinita da tutto quello che ho fatto e che non avevo fatto durante la settimana, mentre stavo cenando ho acceso la tv.
Non dovevo farlo.
Immagini toccanti, parole che mi hanno stretto lo stomaco. Ho lasciato cadere la forchetta sul piatto. Non ho più mangiato.
Vi faccio vedere perché:

Ma voi la sentite la nota stonata o sono io che davvero ho qualcosa che non va?
Comunque, alla fine ho spento il televisore e li ho mandati a quel paese.
Ne bevevo poca prima, adesso mi sa che non la berrò più.

Bene, vi ho avvisati, ora siete voi a non dover restate indifferenti.

Fate molta attenzione e guardatevi alle spalle: supereroi e bollicine sono in agguato!

Stefania Zanotto

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6 pensieri su “Supereroi e bollicine…

  1. Sfondi una porta aperta…
    Che dirti… io come te non riesco ad accettare le pubblicità stupide, idiote, imbecilli. Ce ne sono, alla radio, alla TV. Non le nomino, per pietà e perché farei il gioco loro.
    Altre pubblicità mi deliziano, invece. Quelle ironiche, quelle sottili. Quelle che per interpretarle ci vogliono almeno due neuroni.
    Quella della Coca Cola. Ahimé. Quelle sono… bastarde. In senso buono… perché io tendo a cedere al fascino…
    Caspita. Vero, c’è la nota stonata. Sarebbe da prenderli a schiaffi per come concludono! Ma se butti via quello, se togli la ruffianata finale… il messaggio che passa… comunque mi conquista. Cioè, potevano fare la solita stronzata di ragazzi che ballano e ridono come scemi. Invece no, hanno pensato questa. Perfida, furba, perché l’associazione “gente perbene” con “Coca Cola” è impropria. Eppure gliela dò vinta. Perché almeno non è scema.
    E di questa, che ne dici? http://www.youtube.com/watch?v=55-WJKnHk_o Che c’entra con lui la TIM. Eppure… la dò vinta anche a loro.
    E infine… fatti una risata con questa, 😉 http://www.youtube.com/watch?v=inXg_L2-NNU

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    • Forse hai ragione ma il messaggio che vogliono far passare sono proprio quelle due frasi che tu toglieresti.
      “Hai mai pensato a quanti modi ci sono per cambiare il mondo? Condividere una coca cola ad esempio…”
      Tutto il resto è molto bello, è il motivo per cui ho smesso di mangiare e quasi mi sono avvicinata al televisore, per capire…
      E invece … delusione finale, così li ho mandati a quel paese (veramente ho usato un’altra espressione meno pulita ma teniamo buona questa).
      Forse come dici tu a quel prodotto che potevano accostare se non: gente per bene – Coca cola? Oppure no? Un altro modo c’era, visto che ho appena guardato il video sulla Pepsi che mi hai linkato e lo preferisco.
      C’è di peggio. Certo.
      L’importante è accorgersene.

      p.s.
      Quello di Gandhi lo passo anch’io 😉

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