Gocce

-Oh, buonasera signora Silvana! Sono felice di rivederla… Ma… come sono belle queste due creature!
-Cristina… che sorpresa! Cosa fai da queste parti? Sei diventata una splendida ragazza! Hai visto che adorabili cuccioli! Shnauzer nani. Li tengo in braccio. Sono stanchi. E i tuoi come stanno?
-I miei, bene! Grazie. Ho appena finito in casa di riposo: faccio volontariato il martedì pomeriggio.
-Hai visto anche la mia mamma, allora. Te la ricordi? Beh, ora è peggiorata. Sta in sedia a rotelle. E’ quella che indossa un maxi bavaglio. Non sopporto la bocca…
-Ah, l’ho ben presente. Mi spiace non averla riconosciuta. Mi osserva sempre e poi mi sorride.
-Scusami, Cristina, tieni un attimo Pepe. Sale vuole scendere. Vai!…Oh, ti scappa. Forza tesoro mio, poi ti pulisco. Cristina, vedi com’è bravo. Sbava un po’. Sei coraggiosa a stare con gli anziani.
-Signora, da bambina non sopportavo la resina. Un giorno il nonno mi ha spiegato che è una saliva e cola dall’albero ferito. Da allora ho visto quelle gocce giallomiele con occhi diversi: non abbandonano l’albero, rimangono incollate al tronco, per tenergli compagnia, aiutarlo. Resina come resistere. Forse anche la saliva degli anziani sale dalle ferite della vita.
-Ah!… Sei giovane, bella mia. La vita ti sarà maestra! Ora ti saluto. I piccoli hanno fame.
-A presto, signora Silvana. Possiamo rivederci martedì prossimo… Se… resiste…

Adalgisa 30.ott.2013
Corso di scrittura creativa – prof. Angelo Ferrarini

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2 pensieri su “Gocce

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