28 Ottobre

– Buongiorno, sono Alessandro, come posso aiutarla? –
‘Ottima intonazione, bravo, sembri felice e tranquillo. Non si capisce che sei stato mollato ieri sera.’
Qualche breve parola. Fine della finzione. Ritorna la morsa allo stomaco. Guarda fuori dalla finestra. Non si era mai accorto che il paesaggio dal suo ufficio fosse così deprimente.
Controlla il cellulare: niente. Chissà se lo sta pensando… Probabilmente no.
Ma che ore sono, le dieci?! La giornata sarà infinita.
‘Non lasciarti andare, domina i nervi… Dopotutto non era ancora così importante.’
Non era importante? Lo sguardo che gli frugava l’anima, la voce che gli toccava delle corde sconosciute, l’incredibile felicità che lo sorprendeva quando si vedevano… Finalmente una cosa buona nella sua vita, una cosa di cui esser felici, essere fieri anche, perchè no?
E poi, di colpo… “Mi dispiace, Ale, sento che mi manca qualcosa… E non voglio prenderti in giro.”
No, certo, era sempre così ammodo, irreprensibile, inattaccabile. ‘Ma vaffanculo.’
Gli manca l’aria. Esce dall’ufficio, beve un sorso d’acqua. Almeno avesse dei colleghi. Qualcuno per parlare, per fermare quei pensieri che si rincorrono incessanti come criceti in gabbia.
Invece è solo, in quel buco d’ufficio. Tutto il giorno. E’ tutto scomparso. Tutto finito.
‘Forse, ho finito anche le lacrime.’

Alessandro
Corso di scrittura – Prof. Angelo Ferrarini

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