Il tempo di una canzone – seconda parte

Giovanni era un po’ preoccupato.
La ragazza dagli occhi tristi non veniva più a bere caffè, a lasciare una frase per lui.
Ogni sera l’aspettava. La pensava ogni notte. Chissà chi è, come sta, di dov’ è?, si domandava. Poi abbassava la testa sul cuscino stropicciato e crollava nel mondo dei sogni.
Passò del tempo.
I giorni trascorrevano frenetici, ma al calar della sera, ‘quel tavolino’ senza foglietto diventava malinconico. Prima di chiudere il locale e rincasare, si sedeva, si versava del cognac e brindava a lei: ‘Ai suoi occhi’, a come gli sarebbe piaciuto vederli sorridere una volta. Una sola. ‘- No’, sussurrava piano, non sarebbe stato onesto.
E così una sera di novembre…
Una fredda pioggia veniva giù avvolgente. Non sarebbe arrivato più nessuno.
– E chi si muove con questo tempo? Nessuno. Dai dai che chiudo, disse, ma non prima di bere il “suo” goccio. Mentre portava il bicchiere alle labbra, la porta si aprì. Una ventata d’aria bagnata entrò con lei.
Si girò di scatto, come sapesse perfettamente chi era. ‘L’aveva sentita’, ma non il cognac che scivolò giù veloce, provocandogli un colpo di tosse. Diventò rosso.
Lei salutò con un timido cenno. Si sedette vicino a lui.
– Che tempo da lupi, brrr. Vorrei un caffè per favore, se non è troppo tardi. Grazie… –
Le parole volarono come ordini cortesi. – Scusa, metteresti anche una canzone di Liga? Quella che vuoi, è lo stesso. Grazie ancora.
– Di niente, figurati.
In sottofondo partì la musica desiderata.
Aveva le mani sudate. No no, era tutto agitato.
Ligabue avanzava: “E così hai ripreso a fumare, a darti da fare. / E’ andata come doveva, come poteva…”
Portò due caffè. Si accomodò tremante. -Posso farti compagnia?
– Certo, molto volentieri disse lei, mentre gli passò tra le mani un ‘pezzetto di vita’.
Imbarazzato, lesse il messaggio: ‘Ciao. Sono Viola… mi sei mancato… e mi chiedevo, visto che non c’è più nessuno nel bar, si può fumare?’
– Tutto quello che desideri Viola… Ehh, io sono Giovanni. Molto piacere.
– Il piacere è mio… – Hai da accendere Giò? Disse. Gli occhi si illuminarono di una luce bellissima.
Finalmente pensò lui. Finalmente la vedo sorridere.
– Certo Viola.

“Quante briciole restano dietro di noi,
vuoi brindare alla nostra o vuoi brindare a chi vuoi…
L’amore conta, l’amore conta…”.

Mery
Corso di scrittura – Prof. Angelo Ferrarini

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