La ragazza dal vestito rosso

Al bosco si arrivava da uno stretto sentiero. Lasciate le ultime case del villaggio alle spalle, proseguiva tra una fitta vegetazione; folti cespugli cedevano spazio ad alti alberi disposti a gruppi quasi a guardia della foresta.
Più avanti, un’ampia radura, rischiarata dai raggi obliqui del sole, offriva alla vista macchie intense di fiori, miste a rigogliose felci; pungenti profumi di resina si mescolavano a fragranze di fiori selvatici.
Appoggiata con la schiena ad un tronco, stava una giovinetta dai folti capelli neri; il vestito rosso si allargava a corolla attorno alle caviglie.
Tutto in lei presagiva l’ attesa: lo sguardo impaziente andava di continuo verso i confini della radura. Un fruscio improvviso la fece scattare in piedi.
-Oh, finalmente… è tanto che aspetto: temevo non arrivassi più.
Si avvicinarono l’ una all’altro lentamente, con cautela e circospezione.
Lui la fissava con freddezza, come a porre un limite tangibile tra loro.
-Lascia che ti tocchi, così, dolcemente -, disse lei con un fremito, sfiorandogli la schiena con le dita.
Nel suo respiro affrettato avvertiva la paura atavica, ma anche la tentazione dell’ ignoto: i loro corpi si sfioravano ora appena, trasmettendosi ondate di calore.
All’ improvviso uno sparo lacerò il silenzio del bosco: il grosso lupo grigio si liberò dall’abbraccio e con un balzo sparì nel fitto della boscaglia.
Facendosi largo tra i rami, arrivò trafelato un uomo con un fucile in mano: -Non avere paura, piccola, stavolta l’ ho mancato, ma la prossima vedrai che riuscirò ad ucciderlo.
Rannicchiata a terra come un fiore rosso calpestato, la ragazza piangeva il suo amore impossibile.

Filide
Corso di scrittura – Angelo Ferrarini

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2 pensieri su “La ragazza dal vestito rosso

  1. Appunto: perché il lupo dev’essere per forza il male? E perché il male dev’essere sempre, sempre, male? E se ogni tanto ci fossero anche dei pezzi di bene? E poi con quale autorità il cacciatore decide che il male è lui e non sei tu? E se la prossima volta sparasse a te? E poi dicesse che il lupo eri tu?

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    • Perchè appunto diversità vuol dire sbagliato, brutto, cattivo, da buttare, da rinchiudere, isolare, distaccare …?
      Potrei andare avanti all’infinto, hai aperto una porta, una cella che è divvificile richiudere e soprattutto giustificare

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