Attenti e il Lupo

Il maresciallo Attenti amava fare ogni pomeriggio una lunga passeggiata nel “Bosco del Lupo”. Si era da poco trasferito in quella tranquilla località di montagna, perché sperava di trascorrere serenamente una vita da pensionato, dopo anni di onorato servizio nell’Arma. Aveva appeso al chiodo la divisa, insieme al corredo da cacciatore a tempo perso.
Camminava già da un’ora, quando gli parve di udire un grido di aiuto. Si fermò, si guardò attorno e rimase in ascolto.
Un altro grido. Accelerò il passo e imboccò d’istinto un sentiero a lui noto. Arrivò in una piccola radura. Nascosta da una fitta vegetazione di felci e noccioli selvatici c’era la “Pancia del Lupo”, una grotta che tutti conoscevano, ma che pochi avevano visitato. Circolavano voci e credenze popolari su questo luogo, da far desistere i più curiosi.
Ma il maresciallo Attenti non era un curioso qualsiasi. Era un carabiniere. Scostò i rami che coprivano l’entrata e s’inoltrò nella grotta. Aiutandosi con la luce del cellulare, proseguì cauto, attento a dove metteva i piedi; non voleva certo ritrovarsi in qualche trappola infernale. I lamenti erano sempre più fievoli. Dopo una semicurva, le pareti andavano stringendosi e fu proprio là che le vide, impaurite e tremanti.
Il maresciallo le conosceva bene. La piccola, una graziosa bimbetta dalle guance paffute, aveva una massa enorme di capelli rossi. Vista da lontano sembrava portasse un cappuccio. Per questo, in paese, l’avevano ribattezzata ‘Cappuccetto Rosso’. L’anziana signora era la nonna. Viveva sola in una piccola casa di legno al limitare del bosco. Da anni subiva le avance del Sig. Lupo, vispo ottantenne proprietario dell’omonimo bosco, che le faceva una corte serrata. Il pover’uomo non riusciva proprio a rassegnarsi. I continui rifiuti di lei avevano finito per lacerargli non solo il cuore, ma anche la mente. Per dirla in breve, non ci stava più con la testa.
Quel giorno era andato a trovarla con un mazzo di rose rosse, ma lei, di rimando: – Non ti sposerò mai, piuttosto morta.
Lui non ci aveva più visto. Era andato a casa, aveva preso il fucile e una corda ed era ritornato da lei. Non era sola. C’era la nipotina, quella rossa. Beh, avrebbe fatto quello che doveva. Le aveva costrette a seguirlo in quella grotta, legate con cura e lasciate là, al freddo e al buio. Poi era andato a giocare a carte al bar, con i suoi compari.
Dopo la scoperta delle poverette, al maresciallo Attenti parve che tutto si svolgesse come in un film. La telefonata in caserma, l’arrivo dei suoi ex colleghi, le domande, la perlustrazione del bosco e infine la cattura del responsabile.
Fortunatamente tutto era finito per il meglio. Gli dispiaceva però per la piccola. Si era presa un grande spavento.
Nel piccolo paese di montagna, negli anni a venire si sarebbe parlato spesso di Cappuccetto Rosso e della nonna, nella Pancia del Lupo.

Maela
Corso di Scrittura – Angelo Ferrarini

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