Amedeo

Arriva sempre trafelato, prima entra la pancia poi lui.
Ha le dita nel naso, saluta con voce querula.
Indossa la solita camicia bianca a righe marroni, in tinta con i pantaloni un po’ troppo corti, da cui spuntano i calzini color crema.
Emana l’odore di chi si fa la doccia il sabato: ma oggi è venerdì.
Prende la cartellina, entra nel suo ufficio.
Suona il telefono, chiedono di lui: – Attenda – dico, e gli passo il portatile.
È stravaccato sulla sedia, le gambe aperte. Non respiro. Esco.
La temperatura esterna non supera i dieci gradi ma spalanco le finestre. Ho bisogno di aprire i polmoni.
C’è una riunione d’équipe, arrivano prima tre persone, poi quattro, alla fine cinque. Si chiudono in ufficio con lui.
Ecco, esce l’assistente sociale con le guance in fiamme.
L’effetto tipico di chi tiene il naso chiuso per tanto tempo.
Prende una bottiglietta di minerale al distributore, perde qualche minuto con me.
Le sorrido, non la invidio.
Rientra.
Immagino e trattengo il respiro.

Alba – Al corso di scrittura con Angelo Ferrarini

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2 pensieri su “Amedeo

  1. Metto un mi piace molte volte, ma ogni testo è uno più bello dell’altro! Questo corso di scrittura sta sfornando dei grandi talenti, sinceri complimenti 🙂 Mi piace il tono e lo stile dissacratorio e sembra sempre di vivere le scene in prima persona!

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