Il piano

pianoNon ce l’hai fatta.
Anzi, no, al contrario: ci sei riuscita!
Finalmente.
Tutto a posto, sistemato.
Hai creato l’attimo esatto. Ogni cosa al momento giusto.
Ora o mai più, adesso o ti toccherebbe riprogrammarti di nuovo.
Una organizzazione laboriosa, incastrare perfettamente impegni, famiglia, figli, marito, lavoro… Sbrigare ogni cosa con tempismo senza tralasciare nulla.
Almeno per i primissimi giorni non saranno nel bisogno.
Cosa stavi per dimenticare?
Giri e rigiri per casa. No, va bene così.
Puoi andare.
Chiudi la porta.
Cosa lasci dietro di te? Niente.
Cosa diranno di te? Non ti interessa, non ti tocca.
Non appartieni più a nessuno. Solo a te stessa.
Deciso deciso?
Non si possono avere ripensamenti.
Niente da aggiungere.
Meglio così.
Dietro di te, dolore, davanti, il vuoto.
Adesso, finalmente, puoi volare.

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2 pensieri su “Il piano

  1. e non era una tastiera o una musica anche se la musica cambiava e in fretta, fatto il primo passo, e il piano si inclinava ora che aveva deciso, basta erte e vette, basta obblighi e traguardi. imposti o venerati. Cosa diranno. Diranno diranno. Gli hai lasciato tutto così bene che, nutriti e accuditi, i primi giorni non avranno altro da dire. Il piano diventa erto per loro adesso. Ma anche questo non importa più. Non si fa per vendetta.

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    • No, la vendetta è contro se stessi. E’ odio per la vita che trascina senza che sia voluto, astio per la felicità che si pensa di non meritare. Ci si trova dentro e non si regge il ritmo.

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