Finché morte non ci separi

di Alba
Apro gli occhi piano, mi guardo intorno: c’è poca luce, dalla finestra vedo cadere una pioggia fitta.
Ma, non era estate? Ma, dove…?
Io mi devo… sì, oggi pomeriggio.
Ho la flebo al braccio, il termometro sotto l’ascella, ma perché sono in ospedale!
Ricordo il parabrezza rotto e qualcosa di pesante sul mio sterno.

Mi guardano tutti con un sorriso spento, nessuno qui è felice.
E io? Io lo sono?
Indosso una tunica, bianco perla, con fiori dai colori tenui, corallo e senape.
Le scarpe sono fatte a mano, uguali al vestito.
Ho i capelli raccolti, intrecciati in tante perline bianche.
Sono bella, lo so, tutte le spose sono belle.
La sposa, io sono la sposa, ma lo sguardo degli invitati è altrove.

La macchina si ferma ad un incrocio.
Eccola: la Chiesetta che ho scelto per la cerimonia.
Siamo in anticipo, e se arrivo prima dello sposo?
Vorrei fuggire. Ora scendo e me ne vado!
Perché invece sto immobile e non parlo?

È uscito il sole, adesso il cielo ha solo qualche nube, la mia mente lontana invece, ne ha molte di più.
È un sogno?
La cerimonia silenziosa è disturbata solo dai lamenti continui e le frasi sconnesse di un uomo seduto in prima fila.
La mattina ha avuto un infarto, pensava che sua figlia fosse morta.
Io sono sua figlia.
Ascolto solo la sua voce e mi volto continuamente.
Ho il cuore gonfio di lacrime che non scendono.
Le favole raccontano che questo è un giorno speciale, che è un giorno in cui la felicità è solo tua.
Tua di chi?

Usciamo, vengo inondata di riso, mi copro con la mano istintivamente.
Uno scatto mi ritrae felice, sorridente.
Noto ora che è l’unico.
Ancora l’ospedale, mio padre sta di nuovo male.
Prima però, qualche altra foto per l’album.
Sono bella, ma ho gli occhi troppo spalancati e troppo tristi.
Non dovrebbe essere un giorno di festa?

Saluto e ringrazio la mia compagna di scrittura Alba, per la collaborazione. A presto, Stefy.

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3 pensieri su “Finché morte non ci separi

  1. Rubo il brano FINCHE’ MORTE per un ciclo sul sogno, per incontri sul sogno, scritture letture sogni – ricorrente questa visione di Alba – c’è da scavare costruire ritornare su queste parole come sposa bianco padre infarto chiesa matrimonio sole nubi – – – penso alle parole delle nozze: nubenda nubendi… mi piace che c’entrino le nubi, il velo e lo svelamento – – – saluto con la mia a puntata

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