Extraterrestri

I Miei Vicini sono alieni. Non dimenticherò mai la notte in cui sono atterrati nel giardino confinante con il mio: luci abbaglianti, urla disumane, rumori infernali. Era l’una di notte.
Non ho ancora ben capito da quale pianeta provengano, ma la loro dipartita deve aver portato una grande contentezza. Come abbiano poi scelto tra le infinite opportunità d’insediamento terrestre, proprio quel giardino è uno dei miei pensieri più frequenti.
Dopo aver preso possesso della casa, hanno ben pensato di aggiungere allo stato di famiglia tre cani di grossa taglia: se sono considerati il miglior amico dell’uomo, perché non possono diventarlo anche degli extraterrestri? Così in breve tempo il soffice tappeto erboso, che la precedente proprietaria curava con amore maniacale, è diventato terreno incolto, pieno di crateri e cacche. Sicuramente molto simile al mondo da cui provengono.
Il giardino è il loro punto strategico. Oltre a essere terreno fertilizzato, è anche la loro dimora abituale: si accampano alle prime luci dell’alba per abbandonarlo in tarda serata: è infatti all’aria aperta che danno il meglio di sé, soprattutto quando si aggiungono altri amici o parenti provenienti dallo stesso misterioso pianeta.
I Miei Vicini non hanno ancora compreso il funzionamento di porte e finestre, poiché non sono mai chiuse. Loro, infatti, sono esseri liberi e non hanno segreti per nessuno. Guai però ad aprire la finestra per sbattere il tappetino del bagno: lo interpretano come un modo per curiosare la loro intimità. Allora ti fissano con occhi appuntiti, le bocche si spalancano vomitando oscenità innominabili e non resta altro da fare che richiudere, attendendo tempi migliori.
Ma il momento in cui i Miei Vicini si divertono veramente, è il periodo che precede il Capodanno, quando fanno provvista di petardi e pensando di giocare a Guerre Stellari, li lanciano dalla finestra quando meno te lo aspetti.
Nonostante siano scesi sulla terra da alcuni anni, ignorano l’esistenza di libri e quotidiani; in compenso apprezzano molto la musica da discoteca.
Un giorno mi sono fatta coraggio e ho suonato al campanello: volevo gentilmente chiedere loro se potevano abbassare il volume dello stereo. Ho visto che sbirciavano dietro le tende, ma non mi hanno aperto. In compenso sono arrivati i cani. Ho pensato che con un balzo avrebbero potuto saltare la ringhiera, così ho fatto dietrofront. Mi dispiace per loro. Con tutti gli umani che amano gli animali, si sono ritrovati per padroni degli alieni.
Ho definitivamente abbandonato la speranza di dialogare con i Miei Vicini. Penso ci sia più probabilità che mi accettino la domanda presentata alla NASA, per il prossimo viaggio sulla Luna.

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