Erba

di Stefania Zanotto

Vi ho visto! Lo so cosa avete pensato!

E non oso immaginare chi potrebbe capitare qui tramite i motori di ricerca. Magari qualcuno che ha digitato questa parola non proprio pensando all’erbetta del giardino di casa, o alle erbette per il ripieno di certi ravioli. Ah, che profumino! Quello dei ravioli, intendo.

C’era pure la fotografia con la ricetta. Ok la smetto, non è certo di cucina che vi voglio parlare, è che a volte basta una parola e … Va bene va bene, arrivo al dunque.

Il mio amico Ian qualche giorno fa, ha commentato il mio post Crisi d’astinenza, dicendo: La scrittura è come l’erbaccia: strappi di qua e ricresce di là. Ma di erbacce migliori non ho ancora mai sentito parlare.

Erbaccia è una parola che sentivo (e sento) troppo negativa per usarla come paragone alla scrittura, e per accertarmi che non fosse solo una mia impressione, ho sbirciato un po’ in giro. Subito ho trovato:

Wikipedia  – Con i termini pianta infestante (oppure malerba, erba infestante o popolarmente erbaccia) si intende una pianta che, non rivestendo alcuna funzione ritenuta utile per la produzione agricola, va a danneggiarle entrando in competizione con esse o parassitizzandole. In senso più ampio il concetto può essere esteso, oltre che alle piante infestanti i campi coltivati, anche alle piante che, crescendo in città in maniera incontrollata, accentuano il problema delle allergie o fanno percepire come “sporco” o degradato il luogo ove crescono.

Esattamente come la sentivo io. Ma la scrittura non è qualcosa di così negativo, almeno non sempre. Il discorso dell’inutile e dell’incontrollabile è vero e quindi a Ian non potevo dare completamente torto. Cosa fare allora?

Ho provato ad accantonare per un po’ il problema, a lasciarlo perdere, ma questo pensiero continuava a ronzarmi in testa: sapevo che una risposta c’era, c’è sempre. E infatti.

Sono andata a letto senza riuscire a prendere sonno: l’erbaccia mi infastidiva, mi infestava. Così l’ho lasciata fare finché non ha raggiunto i ricordi della mia infanzia. Due parole, per l’esattezza, che sentivo pronunciare da mia mamma, tante volte anche da mia nonna. E mi sono subito data una pacca in testa.

Ma come ho fatto a non pensarci prima, che stupida! Erba, erbetta, erbaccia, gramigna, ERBA MATTA! Ecco cos’è la scrittura, gli scrittori, i creativi: ERBA MATTA ecco cosa siamo, cosa sono.

Sì, mia mamma usava dire erba matta, non erbaccia. È nel mio dialetto (veneto), fa parte della mia lingua, delle parole che mi hanno cresciuta. E sapete che vi dico? Sono perfette. Sentite come suonano! Tra erbaccia ed erba matta: ERBA MATTA per sempre!

Ovviamente ho controllato anche sul web che si diceva: su Wikipedia non esisto (non ancora) ma su Focus ho trovato questo:

Fiorisce dalla primavera all’autunno ma riesce a sopravvivere anche con il clima più rigido. Si tratta di una erba infestante particolarmente vitale detta centocchio, i cui piccoli fiori a stella le conferiscono il nome scientifico di Stellaria media (comincia per S come me!). Essendo molto diffusa anche negli orti italiani, ha innumerevoli nomi volgari, tra cui centocchio (per i tanti fiori sparsi tra il fogliame), mordigallina, erba di gallina e poverina. Nonostante infesti i campi e le loro coltivazioni, trova applicazioni utili anche come erba medica per il suo effetto calmante sulle irritazioni della pelle.

Vittoria! Felicissima, anche per Ian. Bastava soffermarsi sulla prima frase che avevo tralasciato nella risposta in Wikipedia: L’erbaccia è una pianta di cui non sono state ancora scoperte le virtù (Ralph Waldo Emerson). L’hai capito il filosofo? Sapeva già tutto!

Di filosofico io invece so solo dirvi che la parte più interessante di una ricerca, è quello che non cerchi. Ve lo metto qui, alla fine perché è qualcosa di alternativo, chiamiamolo così. E non poteva essere per me che una poesia. È una poesia francese che però ho trovato in dialetto milanese (credo milanese), ma tranquilli, la traduzione in italiano qui.

L’Erba matta
(La mauvaise herbe) George Brassens

On dì de gloria l’era ‘rivaa
quand tucc i alter eren partii
mì, domà mì, hoo conossuu
el disonor de restà chì!

Mì sont ‘mè l’erba matta
brava gent, brava gent
l’è inutil mettom l’oli
per condimm in insalata
La mòrt l’ha ciappaa i alter
brava gènt, brava gent
la m’ha faa grazia a mi
l’è minga giusta, ma l’è insci
Tra la la la la la la la
Tra la la la la la la lara
Mì voraria savè’l perchè
ve dà fastidi vedemm in pè
Mì voraria savè’l perchè
ve dà fastidi vedemm in pè.

I donn hinn faa ‘mè disen lor,
per stà settaa e spettà l’amor
mi gh’hoo on donnin che spetta nò
l’è in via Verzee che la va su e giò

Mì sont ‘mè l’erba matta
brava gent, brava gent
l’è inutil mettom l’oli
per condimm in insalata
Lee la se vend ai alter
brava gent, brava gent
la se regala a mì
L’è minga giusta ma l’è inscì
Tra la la la la la la la
Tra la la la la la la lara
Mì me par nò che per fà l’amor
ghe voeura i vergin e i mazz de fior
Mì me par nò che per fà l’amor
ghe voeura i vergin e i mazz de fiór.

I òmen vann in gir per el mond
semper insemma come i cavron
mì inveci nò, stoo in de per mì
mangi de grassa anca ‘l venerdì.

Mì sont ‘mè l’erba matta
brava gent, brava gent
l’è inutil mettom l’oli
per condimm in insalata
mì sont ‘me l’erba matta
brava gent, brava gent
e cressi in libertà
adree ai panchett e in mezz ai praa
Tra la la la la la la la
Tra la la la la la la lara
Me piasaria savè el perchè
vorii schisciamm sòtt ai vòster pè
Me piasaria savè el perchè
vorii schisciamm sòtt ai vòster pè.

E anche per questa volta, è tutto.

A presto!

Stefy

p.s.
Grazie Ian!
Mi so come l’erba matta tra la la la la la! (dialetto veneto)

Annunci

5 pensieri su “Erba

  1. Sei matta come l’erba, come un cavallo, matta da legare, sei come il matto dei tarocchi, ma occhio a non invitare il matto alle sassate!
    (ih ih… a te… e dopo l’erba il matto, meglio delle catene di sant’Antonio)
    😉

    Mi piace

    • OH!
      Sei fonte d’aspirazione, ops (un filo d’erba), d’ispirazione!
      Sai che con le mie amiche, quando ero giovanissima (adesso sono giovane), usavo l’espressione “matta/o come un cammello”?
      E adesso che faccio?
      Continuo la catena? Mi incateno?
      NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
      🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...