DIARIO QUASI SEGRETO (quello che non dovreste sapere di un corso di scrittura creativa)

scarpe e brillantini

di Stefania Zanotto (anche i piedi nella foto)

Facciamo un gioco?
Facciamo che io scrivo del futuro nel passato?
Facciamo che scrivo di adesso, ma qualche ora prima?
Facciamo che io sono a scuola, mentre voi leggete quel che ho scritto a casa?
Facciamo che programmo la pubblicazione del post così potete leggerlo prima dei miei compagni di scrittura?
Facciamo che lo faccio ogni mercoledì fino alla fine del corso?
Bene, facciamo.

Sto preparando la cartellina, verde con un’interessante frase di Ghoete scritta sopra (vediamo se qualcuno la legge, a voi la scrivo mercoledì prossimo): dentro ci ho messo un quaderno ad anelli con buste trasparenti che mi servono per custodire i fogli che ci consegnerà il nostro Angelo ad ogni lezione (prof. Angelo Ferrarini, ma con custodire, non potevo che scrivere nostro Angelo), un blocco per gli appunti, due penne (succede sempre che a qualcuno manchi o non scriva più: difetto di noi scrittori moderni) e dovrei una matita, che è preferibile per le correzioni. Ho mandato una e-mail a Paola (per metterla alla prova) chiedendole se per stasera me ne prestava una, con la scusa che le mie erano tutte occupate a far da segnalibro alle mie letture. Certamente!, mi ha risposto.

Ma sapete com’è, la fretta, l’emozione di ripartire, di ritrovarsi….
Facciamo che (resti tra me e voi almeno finché Paola leggerà questo post e me la farà pagare) la matita la porto lo stesso, ma appena arrivo in classe gliela chiedo. Non so, il mio sesto senso dice che forse non mi ha preso molto sul serio (effettivamente con quella e-mail l’ho imbrogliata un po’, ma è di un precisino lei…).

Devo sbrigarmi, fra un po’ arriveranno Maela e Adalgisa a prendermi; mi sto chiedendo chi delle due guiderà. Dite che non è fondamentale saperlo? Come no! Maela, dopo ventiquattro lezioni fatte l’anno scorso: quarantotto viaggi tra andata e ritorno (non sempre guidando, vero) non è ancora sicura del tragitto da fare.

Sì, ci siamo anche io e Adalgisa con lei, ma credo che sia proprio questo il problema. Sapete com’è, mica si viaggia in silenzio, e tra una parola e l’altra lasciamo che la macchina proceda diritta sempre, anche quando c’è da svoltare.

A me rompe entrare in classe tardi: devo scusarmi anche se la colpa non è proprio mia, tutti mi guardano scocciati perché interrompo il filo del discorso già iniziato, e mi tocca pure sedermi dove capita (ho detto a Paola di tenermi un posto vicino a lei nel caso arrivasse prima, ma se fa come con la matita…).

L’importante comunque è arrivare. E fare gli auguri al professore. Eh sì, prima lezione di corso e lui che fa? Compie gli anni. Chissà se terrà fede alla tradizione. Dovete sapere che un corso di scrittura è (per noi) anche momento conviviale, motivo per cui ogni pretesto è buono per sorseggiare, sgranocchiare e ciaccolare. A fine lezione, ovvio, e col bidello fuori che aspetta incazzato (abbiamo provato a corromperlo, ma ha detto che non lo pagano per gli extra). Che sia meglio chiamare Paola per dirle di portare qualcosa nel caso il prof si dimentichi? (Come? Sto esagerando? Ma gli amici a cosa servono?) Fortuna sua che è tardi per chiamarla.

Dell’anno scorso rivedrò Filide, che non si chiama Filide, ma preferisce così (per via della privacy): io la chiamo socia e lo è, per scrittura e anche per il significato che diamo noi veneti a questa parola usata in dialetto. Rivedrò anche Alba che come Filide si è data un nome copertura (privacy anche per lei), che è perfetto, perché come l’alba arriva sempre prima sul giorno, anche lei arriva sempre prima sul (sì proprio sul, si scaraventa sopra) banco vicino al prof (e guai a chi osa occuparlo!).

Degli altri, qualcuno non potrà venire, qualcun altro non s’è fatto sentire. Ci sarà qualche novità, chissà. Vi terrò informati su tutti, e su tutto (compresa qualche idea strampalata che ho in mente per questo diario). La cosa divertente è che loro sapranno sempre tutto dopo, ma avranno una settimana di tempo per metabolizzare e perdonarmi (spero).

Ora però, devo proprio salutarvi: ho bisogno di cinque minuti per rileggere tutto e programmare la pubblicazione: fra un po’ le mie autiste suoneranno il clacson. E devo anche pensare a come rimanere seria mentre chiederò a Paola se si è ricordata della matita.

Ah! Stasera scarpette coi brillantini.
Bisogna iniziare bene per finire in bellezza.
O forse, è il contrario?

A mercoledì!

Stefy

Annunci

4 pensieri su “DIARIO QUASI SEGRETO (quello che non dovreste sapere di un corso di scrittura creativa)

  1. Eccola, me lo dovevo immaginare, me lo dovevo aspettare. Anch’io ho un sesto senso e chissà perché sono finita quassù a controllare -per l’ultima volta- la posta e il blog. Niente stellina del mi piace, stavolta.
    Oh, se me la pagherai! Però mi conosci bene, la matita e il posto e tutto il resto…
    Non vale, no, medito vendetta, tremenda vendetta!

    Mi piace

  2. Sono stata chiamata in causa: mi devo difendere. Sì, lo ammetto, ho fatto un po’ fatica a memorizzare quel tortuoso percorso, all’inizio. Ma poi me la cavavo abbastanza bene, alla fine. E poi, cara Stefy, tu non lo sai ma io in auto ho una bussola: se dovessi perdermi vado sempre verso nord. Per quanto riguarda il corso e il tuo diario, va bè, sono proprio curiosa di sapere le tue previsioni, soprattutto se azzecchi il primo che abbandonerà il campo di battaglia. 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...