DIARIO QUASI SEGRETO (quello che non dovreste sapere di un corso di scrittura creativa) 4

cimitero cittadella

di Stefania Zanotto (nessuna delle lapidi nella foto – non ancora)

Non brillo più. Dovevo saperlo: la vita di una stella s’accende quando è già bruciata. E in effetti c’erano tutti gli indizi per capirlo da subito. Tipo questa storia di passare sempre davanti al cimitero: Maela e Adalgisa stavano solo cercando di farmelo accettare. Anche mercoledì Cambiate strada, svoltate di qua, no no, di là e loro pur di non illudermi, che fanno? Svoltano sì, ma in Via Monte Tomba, e me lo dicono pure.

Siamo arrivate a scuola appena in tempo: dopo quella via, abbiamo fatto il girotondo fuori le mura della Cittadella, per farmi passare davanti al cimitero (di notte!) e allora ho reagito: Arresta, accosta, su, metti la freccia, anzi, mettile tutte e quattro! Non sono scesa, mi sono limitata ad abbassare il finestrino e poi… click. È venuta mossa, frettolosa, ma sfido voi ad affrontare così le vostre paure. E scattarne una foto.

Arrivata a scuola ho realizzato: m’hanno tolto l’asterisco. Proprio adesso che l’avevo accettato, che ne andavo addirittura fiera (me la tiravo pure a dire che c’avevo l’asterisco). Invece mercoledì m’avevano mischiata a tutti gli altri corsisti: comune, ovvia, banale, scontata, indistinguibile. Parte della massa, del gregge, delle pecore, pecoroni, caprette (di solito ce ne sono sempre lì in mezzo). E mi è venuta in mente la puzza, la lana, gli zoccoletti (stasera metto gli stivali), ma anche il lupo, i sette capretti, i sassi, e le sassate che devo darmi in testa adesso, per fermare questa spirale.

E come se non bastasse, mi sono giunte voci che forse hanno fatto fuori Alfi. Credo. Sembra sia sparito: nessuno l’ha più visto né sentito. Anche la mia socia era preoccupata, mi ha chiesto se avevo novità perché lei ha sempre parlato con la tipa nuova dell’amministrazione, quella avanti, che fa uso di pc, web, email, insomma, tutta roba tagliata bene on line. Glielo avevo detto ad Alfi di tenersi aggiornato, e così adesso è fuori dal giro. Accidenti a lui!

I miei compagni, non tutti, solo quelli che sanno di questo diario (i veterani), mi tengono sotto controllo. Durante la lezione mi guardano, ammiccano, danno piccoli colpetti di gomito o di tosse. Rossella mi fissa mentre scrivo e prendo appunti (Rossella, prendo appunti sulla lezione, sulle cose che non so, non soffro d’Alzheimer io, di voi ricordo tutto benissimo: ho una buona memoria!), la mia socia, alle ventuno in punto controlla il cellulare, si collega qui, sbircia la foto, e legge velocemente le parti evidenziate. Poi mi fa pure l’occhiolino, si nasconde la bocca coi fogli e ride (Socia, metti anche gli occhiali scuri altrimenti ti sgamano). Robe da nota sul registro, che il prof non tiene per fortuna.

Il prof sembra non accorgersene, e non si accorge (pare) delle gambe di Alba, che indossa la gonna, che da seduta si accorcia involontariamente, che l’infiltrata osserva, che io noto sorridere maliziosa. Che poi ha pure belle gambe Alba, perché mai dovrebbe coprirle, ha ragione.

Ricordate il libro che dovevo portare? Devo ringraziarvi, no, forse devo ringraziare questo diario, no, meglio chi l’ha ideato, cioè io, quindi grazie Stefy per fortuna ci sei tu, ci sono io! Ci starebbe bene anche l’applauso adesso, su su… Dovete sapere che scrivere prima le cose qui, è come fare una sorta di patto, di promessa. E se vi faccio e mi faccio una promessa, devo mantenerla. A costo di inseguire un compagno fuori dall’aula. Sì, perché chi doveva ricevere il libro da me se ne stava andando a metà lezione. Panico. Afferro il libro e faccio per alzarmi, incrocio lo sguardo del prof che con gli occhi mi dice vai, esco la fermo, due parole, consegno e torno in classe.

È giusto che lo sappiate prima voi: ha letto tutto, aveva finito già venerdì e le è piaciuto (si è una donna, ma non vi dirò altro). Ero indecisa su quale libro portarle stasera, alla fine ho scelto La vita accanto di Maria Pia Veladiano. La storia coinvolge molto, è ricca di emozione, è raccontata bene e la matassa narrativa è sbrogliata in modo interessante. Ci metterà un po’ di più a leggerlo, ma il tempo c’è: ce la farà.

Stasera tento di sbottonare l’unico compagno maschio del corso. Chissà perché ce n’è sempre e solo uno. Alla prima lezione ha detto che voleva svelarsi un po’ alla volta, ma vorrei accelerare i tempi visto che le lezioni non sono poi molte. Quindi porto in classe le mie opinioni scritte, pronunciandole (a lui piace così). E vediamo che succede.

Diciamo che “i nuovi” si stanno prendendo più tempo del previsto ed è difficile sentirli dentro al gruppo. Li sento visitatori osservatori, e non mi piace. Qualcuno per fortuna si sbilancia, si espone un po’, fa pure i compiti. E leggendoli riesce più facile interagire con loro. Dite che dovrebbero sapere anche loro di qui? Prima si scoprono – dopo ne parliamo.

Voglio sedermi vicino all’infiltrata: ho mandato un messaggio alla socia e a qualcun altro per dire che mi tengano occupato per me il posto. Mi spiace mettere dei pregiudizi, mi spiace chiamarla infiltrata, ma non so come definirla. E stasera provo a parlarci, prendo coraggio: lo scrivo prima qui e a voi così sono obbligata a farlo stasera. Non ci crederete ma sono una timida io. Snob, ma timida.

Non ricordo chi guida stasera. Ma è già la quarta lezione? Facciamo due conti: scarpe, cartellina e maglia fanno tre, più cimitero fanno quattro! Sì: Adalgisa, io, Maela e quindi stasera tocca ancora ad Adalgisa. A differenza di Maela, lei ha la tendenza di puntare verso est e percorrere piccoli tratti contromano (l’altra volta non ve l’ho detto per non farvi preoccupare, voi continuate a pregare).

Ho avvisato anche Paola del posto che voglio occupare. Voglio anche lei vicino, ho bisogno di sostegno. Quindi dovrà sedere vicino a me. Le ho preparato un altro post-it (oramai s’è abituata, se non lo faccio più ci rimane male) con scritto SIAMO UNA SQUADRA FORTISSIMI. Capirà sicuramente quello che voglio dire. Altrimenti lo capirà dopo, qui.

Bene, chiudo che voglio arrivare in anticipo. 112 servizio emergenza asterischi e non, a rapporto! E con lui tutti gli altri: il primo che trova un errore, vince un giro di notte al cimitero. Se ne trova due, guiderò io. Al terzo ci scattiamo pure un selfie.

A mercoledì!
Stefy

P.s.
Questa volta vi lascio anche la colonna sonora della lezione scorsa. Io e la socia non la conoscevamo, così abbiamo chiesto al prof di intonarla: non ha voluto. Ci penso io mettendola qui:

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12 pensieri su “DIARIO QUASI SEGRETO (quello che non dovreste sapere di un corso di scrittura creativa) 4

  1. Stefy cara io vorrei tanto partecipare a questo corso, e lo farei solo per te, per sapere cosa pensi di scrivere. Per quanto riguarda l’asterisco visto che te lo hanno tolto ti cedo volentieri il mio, quello di cui mi sono appropriato settimana scorsa perché stava bene vicino 1-12, vicino a te sta meglio, può essere asterisco ma anche un fiore, a voler essere romantici. Ma romantici come quelli che vanno al cimitero la notte perché gli piace far compagnia a quei poveri cristiani privi dell’abitudine di vedere la notte scendere per poter prendere la mano della persona vicino, che anche se non è amore è voglia di vivere. ( E poi mi sto segnando i libri che stai prestando, perché voglio poter diventare un po’ come la Zan8 pure io, anche solo Zan4, mi accontento della meta’ 😃

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    • Davvero? Verresti? Guarda che ti prendo in parola! Il secondo corso parte verso febbraio: se ti interessa, contattami che ti faccio avere info.
      Per l’asterisco sai che ti dico? Che siamo fantastici comunque: non ci servono accessori inutili.
      Arrivo al cimitero… Dunque, penso che qualunque cosa, evento, incontro, scontro, non avvenga mai per caso. C’è sempre una qualche ragione. E in effetti io qualche sospeso ce l’ho conquest’argomento https://essescrivo.wordpress.com/2013/08/20/1123/
      Ti ringrazio per il sostegno e l’inseguimento: ti sento ormai parte della squadra e di questa avventura.
      Adesso cerco un vaso per i fiori…
      GRAZIE!

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  2. Ah, tu non puoi sapere che strada stai imboccando! Peggio del viale del cimitero, peggio del contromano -brevissimo ma potenzialmente fatale – di Adalgisa. Quando c’è Stefy in giro, allontanati: se la conosci, la eviti o ti risucchia nel fondo della dolina e non ce n’è più per nessuno…

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    • Meglio finire in fondo alla dolina che dentro na damigiana… Secondo me l’infiltrata aveva messa una microspia sotto il tuo banco prima e poi se n’è andata per i fatti suoi Starà riguardando tutto ora a casa comoda sul divano…

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