P.S.

PS

di Stefania Zanotto

(anche il disegno nella foto)

Ebbene sì, lo ammetto: anche io arrivo in ritardo. Una volta l’anno non di più. Le altre volte di solito è sempre per colpa di qualcun altro. Ma non ieri sera, no. Ieri sera tutta colpa mia. È passata Ada e le ho detto sali andiamo con la mia. Avevo la testa da un’altra parte e ho preso una strada diversa dal solito. Diversa non sbagliata: preciso perché non vorrei dare troppa soddisfazione a Maela (che non c’era per fortuna).
Ho fatto un giretto un po’ più largo, tutto qua.

Già pensavo agli altri tutti seduti attenti alla lezione e io che entravo tardi a interrompere. Invece toh, mi chiama il prof, dice che è fermo a una decina di chilometri dalla scuola: un incidente. Non a lui, no. Il traffico è bloccato e lui è fermo già da un quarto d’ora. Arrivo con un po’ di ritardo. Avvisa gli altri, dì loro di non preoccuparsi, mi dice. Tsè, figurati se quelli si preoccupano.

Sarei arrivata prima del prof dunque: se arrivi prima del prof non sei in ritardo, sei in orario. Nessuno può dirti niente. Ah, basta così poco a volte.

Arriviamo. Io, Ada e la notte degli Oscar: l’entrata era tutta per noi, la gente era nelle aule, i bidelli in reception a controllare sorridenti il lato B della prof di spagnolo che entrava in classe. Mancava solo il tappeto rosso: un’entrata da star io, con Ada che mi faceva da accompagnatrice e teneva l’ombrello. I bidelli quasi non ci hanno visto: erano seduti con gli occhi sognanti a guardare l’infinito, bisbigliavano amore amore.

Abbiamo firmato e siamo andate in aula. Prima però Ada ha pensato di annunciarmi come si deve.
Mi hanno avvisato che stasera il prof è impossibilitato, arriverà una sostituta, un’altra professoressa. Ha detto proprio così e io sono entrata, distinta, distintissima, e quelli? Figuriamoci. Si sono messi a ridere. Io non li capisco proprio. Che c’è da ridere, c’è da ringraziare il cielo invece: ci sto io!

Insomma, ho lasciato perdere perché non mi meritano. Ho spiegato che davvero il prof era in ritardo, e la Ross subito ha urlato AUTOGESTIONE! Speedy ha cominciato uno strip, ma la Socia si è messo a guardarlo strana, così lui si è fermato al maglione. Ha sempre da rovinare tutto quella.

Per dispetto ho cominciato a fissarla e osservare come si era conciata. Indossava una giacca rossa e una gonna lunga nera con dei ricami colorati sul bordo. Linea spagnola, olè! È magra magra lei, non c’è niente da fare, inutile che mi dica no, sono longilinea. È magra magra: sono stata gentile a descriverla così nel post dell’altra volta. E lei invece di ringraziarmi che fa? Mi dice che sono una Serpe. Anzi, specifichiamo bene: una Piccola Serpe.

Mi sono difesa: io dico solo la verità, nient’altro che la verità, quello che vedo e che succede. E la Ross: no, tu non lo dici, lo scrivi, ecco il problema. Ma non offendo nessuno io. E non ci vado giù pesante. Le altre credete che mi abbiano difeso? Tsè! Maela e Heidi non c’erano, ma so già che l’avrebbero sostenuta. Le due amiche inseparabili mancavano, ma non a sensazione credo che si sarebbero astenute dicendo che non mi conoscono bene. Gli unici che mi hanno difeso un po’ sono stati Speedy e Duchessa dolcissima che ha detto su via, no dai, non è vero. Ma quelle sgarbate avevano il tono di voce così alto che neanche un megafono.

Alla magra magra longilinea, oggi dico che avrei potuto chiamarla secca secca. Non l’ho fatto. Qui lo dico, qui lo scrivo. La tenuta di ieri mi piaceva: mancavano le nacchere, e sarebbe stata perfetta. Olé!

Abbiamo passato mezz’ora a bisticciare, col il prof che chiamava ogni tanto a darci aggiornamenti. Alla fine ha provato a prendere il largo, aggirare l’ostacolo, ed è arrivato. All’ultima chiamata mi aveva detto che ci sarebbe stata una sorpresa: la dispensa coi ricami. Subito mica abbiamo capito.

L’ho capito dopo. Questa proprio, a me poi. La dispensa era bellissima, aveva cornici e cornicette, i racconti erano stati stampati in vari formati con immagini, o frasi in evidenza . Li facevano ancora più belli, ecco.  Tranne quello di Speedy che sembrava una epigrafe. Ecco sì. Tutti, tutti super accessoriati, tutti. Tranne il mio.

A me niente, capite? Niente, nemmeno le virgolette all’inizio e alla fine. Niente. Niente fiorellino, disegnino, immagine: niente! Subito ci sono rimasta male, l’ho pure detto al prof: che delusione!
Stanotte ci ho pensato su e ho capito: il mio è bellissimo e perfetto così, non ho bisogno degli effetti speciali io! Non ho bisogno di lucidature e di ricami. Loro invece, vanno incoraggiati, è comprensibile.

Visto che sono una Piccola Serpe, ieri sera – oltre a portare me stessa che non è poco – ho portato una focaccia (impastata e cucinata da me ovvio) farcita con philadelphia e crudo. Una bontà, e non poteva essere diversamente. Era così buona che anche il Refosco dei colli orientali friulani portato da Speedy sembrava all’altezza.

Abbiamo brindato ai prossimi incontri di poesia che faremo nella cucina che scoppia della Ross scoppiata (l’ha detto lei eh, che è scoppiata e che una finta magra). Olé! E a proposito di magre o di secche: la Socia non viene: non ce fila, ci snobba. Fa niente, come dice la Ross: chi non ci ama, non ci merita!
Ma ecco che la notte porta consiglio: oggi mi ha detto e va bene vengo! Forse voleva solo farsi desiderare un po’, in fondo in fondo vuole bene anche lei alla Piccola Serpe (robe che mi commuovo capite?). Olé!

Quindi ora non mi resta che fare i compiti per l’ultima lezione, organizzare una pizza, che se non lo faccio io si sta tutti a casa, e prepararmi per gli otto incontri di poesia tanto desiderati. Che forse forse li ho desiderati solo io, gli altri vengono per farmi piacere (forse anche per farmi stare zitta, ma non li ho stressati poi così tanto, mah), anche se la Ross continua a dire no, lo fa per la compagnia.

Ma in compagnia ci sto io, non so se mi spiego, sono una P.S. che non sta per Piccola Serpe, ma come mi ha detto un mio caro amico (nobile) stamattina: sta per Principessa Stefania.

E con questo direi che posso stare serena.
Almeno fino a mercoledì prossimo.

Olé!

Stef

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10 pensieri su “P.S.

  1. Con l’autogestione, nella mia cucina che scoppia, terrò anche un corso di dizione e una di indisciplina. Per fortuna il prof è tanto paziente. Sono felice che ci sia anche filiale, speriamo che anche Alba cambi idea

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  2. Principessa Stefania mi piace. E i racconti con la cornice servono solo per attirare lo sguardo su parole sparse in un foglio senza identità, che vanno a zonzo alla ricerca di briciole di piadina e gocce di vino. I tuoi racconti e poesie invece sono accolti da un sipario di parole che si aprono leggere e danno sfogo agli spettatori che si uniscono in un applauso.
    Più il mio.
    Il disegno é bello.
    Tony

    Liked by 1 persona

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