Un eterno anagramma

Mi chiamo Naima e sono una viaggiatrice.

Metto radici, ma non abbastanza.

Mi adatto, divento parte integrante, mi fondo con il tutto.

Sono il motore dello spirito, il grillo parlante, quello che non si dice.

Cosa sai di me?

Sono volubile, effimera.

Il mio cammino è impervio e doloroso.

La mia meta è la perfezione.

Voglio che la mente e il cuore diventino puri.

Questo è il mio destino.

Tra poco mi chiameranno per proseguire il viaggio.

Un altro corpo da ammansire,un’altra difficile convivenza.

La mia vita.

Un eterno anagramma.

Maela Bertazzo

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2 pensieri su “Un eterno anagramma

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