Hysteron pròteron

Sono tornata, mi hanno appena chiamato per un’altra supplenza. Yuuuuuu Stefy che fai? Non ho preso appunti, mannaggia… Dai, per fortuna che c’è Ada. Stasera è arrivata con due borse: in una c’era il suo insuperabile dolce, nell’altra… mistero! Scopriamo all’arrivo che è un regalino per Mario. Mmmm, qui la cosa si sta facendo seria: in cambio del cetriolo lei gli ha portato una… ma che pianta è? Aloe? Agave? Non importa, basta che piaccia a Mario.

Siamo giunti alla settima lezione del corso, sette come i minuti che la Ross ha concesso al prof per leggere le figure retoriche: sinèddoche, asìndeto, ipèrbato, anacolùto, hysteron pròteron etc., mamma mia che roba è? È meglio se leggiamo altro: poesia contadina… georgica, la poesia epica con l’esàmetro: arma virumque canò…, (che serata!) le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, (già meglio). Proseguiamo con i “testi vostri”. Due poesie di Emma che non c’è. Leggiamo, dice il prof., ma…, interviene Speedy, di solito non leggiamo se non c’è l’autore, no, ribatte il prof, stasera si legge. Così siamo rimasti là per un bel po’ ad ascoltare i battiti, insomma abbiamo fatto un elettrocardiogramma a Duchessa. Ragazzi, con il cuore non si scherza! Lo dice Umberto: anche quando non lo senti muove… Con Stefy questa volta il prof ha tagliato di brutto. Ma lei che fa? Tira fuori l’altra scarpetta e legge, legge, legge. Pazienza prof, non vogliamo fare arrabbiare la piccola serpe, no? La Ross ci sforna una poesia su Poirot (Mario dove sei? Ti consiglio un corso accelerato di francese e un po’ di brillantina) e le celluline grigie. Sono preoccupata per lei e la Socia: come faranno ora che la serie TV è finita? Meno male che Edi si è fatta viva, è seduta di fianco alla padrona di casa e ogni tanto sghignazza. Paola, tra l’Ada e la Stefy, si sta preparando psicologicamente alla Collage Evening. Letizia invece si è dimenticata di scrivere; si è ritrovata a casa da sola e ha divorato libri per cinque ore.

Basta, è ora di tuffarci nel pignoletto di Speedy, di ammorbidirci nel tiramisù di Rossella, di perderci nello strudel di Adalgisa, e alla prossima puntata, con forbice, colla e fantasia. Ma che corso è? Ovviamente di poesia.

Maela Bertazzo

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