Che cosa fa sì che una storia sia “credibile” per il lettore?

Bottega di narrazione - Corsi e laboratori di scrittura creativa

di Giulio Mozzi

Cominciamo da un luogo comune. Il poeta britannico Samuel Taylor Coleridge coniò nel 1817 una fortunata formula: il poeta e il narratore devono fornire al lettore

…a human interest and a semblance of truth sufficient to procure for these shadows of imagination that willing suspension of disbelief for the moment, which constitutes poetic faith…

…un interesse umano e una parvenza di verità sufficienti a procurare per queste ombre dell’immaginazione quella volontaria e temporanea sospensione del dubbio [o dell’incredulità], sulla quale si fonda la fede poetica…

In altri termini: il lettore deve essere messo nelle condizioni di “credere” (notate le virgolette) a ciò che gli raccontiamo, quantomeno per il tempo che il racconto dura. Parlo del lettore adulto, naturalmente, visto che i piccoli credono più o meno a qualsiasi storia. Tuttavia ciascuno di noi può trovare, nella vita adulta, esempi di una sorta di permanenza del credere:…

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