Comunicattori

di Stefania Zanotto

Il problema è partire, diceva qualcuno.
Io a partire faccio presto. Anche a scappare prima della fine, se è per quello.
Il problema vero invece, è preparare il canovaccio. Già, il canovaccio.
Cosa c’entra il canovaccio? Chiedetelo a Lorenzo Bocchese e Matteo Rinaldi. Io posso solo dirvi che è roba per i magnifici otto che domenica si sono presentati al Vicenza Time Cafè.
Alberto, Andrea, Edoardo, Francesca, Lara, Paola, Silvia, Stefania.
No, non è una squadra di calcetto ma di aspiranti comunicattori.
Ognuno con un obiettivo ben preciso (o quasi). Tutti preoccupati di quei due formattori imprevedibili. Nessuno veramente cosciente di ciò che gli sarebbe capitato.

E allora i due coach ieri si sono dati a:
Nove ore di allenamento intensivo: fargli sciogliere braccia e allargare gambe.
Nove ore di scuola guida: percorrere strade imprevedibili, saper scegliere la propria corsia preferenziale.
Nove ore a montare e smontare regole.

E di conseguenza, gli otto temerari si sono fatti:
Nove ore sopra e sotto il palco.
Nove ore a vagare in ogni direzione.
Nove ore davanti e dietro l’obiettivo.

Quello che vi posso raccontare sono le certezze che mi porto a casa.
Alberto avrà una possibilità in più per vincere il campionato. Una possibilità, non un miracolo. Ma è sicuro che se saprà giocarsela bene, magari la prossima volta i giocatori gli offriranno almeno la birra.
Edoardo avrà (volendo) un nuovo sbocco professionale: pere, mele, banane. Resta consolidato che se avrete bisogno di sapere la radice quadrata e cubica di seimila e qualcosa, lui saprà dirvela. Ma la più incredibile, e che ora faticherete a credere, è che alle prossime elezioni voterete per lui.
Francesca sarà più alta di qualche centimetro, reciterà alla Scala, ma soprattutto farà meno pause e non avrà più tempo di chiedere ad Andrea cosa trova di tanto interessante in un cartello pubblicitario.
Lara, a momenti alterni, farà il dottore. E a collo scoperto vi svelerà i due aspetti positivi dell’essere donna o dell’essere uomo. Sono sicura che se muoverà sinuosamente la bocca come ieri, non riuscirete a non darle ragione.
Andrea continuerà a emozionarsi recitandosi ogni volta che potrà. E appena ce ne sarà l’occasione, cercherà di fregare il posto di allenatore ad Alberto, ma soprattutto, per un po’ non guarderà più i cartelloni pubblicitari con Francesca nei paraggi.
Paola tornerà a casa ogni giorno felice. Felice di non vedere più crescere l’erba sul pavimento o ospiti inattesi come se piovesse. Nel frattempo cercherà di fissarsi bene al suolo staccando, per quanto potrà, la radice destra dalla sinistra.
Silvia da domani avrà meno telefonate e più soldi in tasca. Ma cosa fondamentale, avrà più momenti pieni e appagati. Certo, sembrerà un po’ brusca e invadente a qualche cinese che di solito passa in biblioteca, ma poco importa: il loro istinto primordiale comunicativo, li salverà.
Stefania farà scorta di cemento armato, e magari riuscirà a raccontare qualche storia senza che il palco crolli prima della fine. Nel frattempo spera che nessuno dei suoi compagni comunicattori la perseguirà penalmente per quanto scritto fino a ora.

Quello che vi posso anche raccontare è quello che ho visto: sono tornati a casa tutti più ricchi, consapevoli, coscienti, e con qualche segreto in più per riuscire a comunicare meglio. E la cosa più bella è che sono rimasti loro stessi.

Lo so, potrei raccontarvi molto di più: qualcosa di pratico e concreto. Non lo farò. Perché bisogna provare se stessi per scoprirsi comunicattori. Non ci sono regole generali. È il bello della diversità.

Quindi non esitate: al prossimo corso di quei due, fatevi avanti!

Stefy

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4 pensieri su “Comunicattori

  1. ritrovo le cronache di Stefania, rileggo quello che mi pare di (ri)conoscere e (ri)(scopro) un modo che (non) conoscevo ma/e che sempre bene/meglio racconta descrive delinea e intanto interpreta – è cresciuta, ma il modo è sempre stato suo, tagliare, incidere, definire, ricreare – e lo fa al meglio, il meglio suo, più cosciente ora e ben diretto, orchestrato

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