A Telepasolini

di Stefania Zanotto

Undiciottobreduemilasedici
e pensi cavolo non è tanto distante
lo so è già passato, dico la strada
fino a Padova in macchina di sera
ci sono stata tanto tempo fa
a dirvi così sembra che me lo invento
invece davvero: un reading di poesie
in un posto che neanche i padovani
sapevano dov’era, non stavolta
stavolta che lo sapevano tutti
(ché in libreria ancora qualcuno va)
non avevo bisogno di nessuno
mi bastava quella amica di Maela
ripeteva ogni volta per tre volte
le stesse cose! Ma per chi m’hai preso?
Maela dice che fa così ogni volta
Eh, forse perché lei c’ha la bussola
Invece io c’ho gli anni di orienteering
al camposcuola mica mi perdevo
e neanche andavo contromano invece
a dar retta a lei mi scordo la patente
ma per fortuna c’ho il fiuto: via venti
settembre c’è anche a Piazzola e arrivi
lo stesso anche per altre vie a La Forma
Del Libro, Maela: Ce l’abbiamo fatta!
Baci abbracci e siamo ancora in macchina
a cercare un parcheggio, a far manovra
che un elefante in un ascensore
fa meno fatica, ma ce l’ho fatta
e abbiamo messo piede su Padova
non puntuali, con parecchio anticipo
tanto finché aspetti ti guardi intorno
proprio pieno di scaffali di libri
c’è pure l’Angelo e Maria, l’Emanuel
è in procinto di venire, infatti
prendiamo posto sono le ventuno
mi siedo davanti, da prima donna
-Eh, tutta ‘sta strada e non sto davanti?
– Ah, vai vai, tu che sei giovane e bella!
Tsè, avrei visto bene anche da in fondo
In fondo… la sala era piccolina
Il teatro era in un angolo di stanza
pareti bianche, pavimento beige
il soffitto e forse mezza finestra
proprio vero: è l’attore che fa il teatro
e quando arriva non sei più seduto
ma per strada, cammini, sali, corri
ti fermi osservi vedi senti lo insegui
lui scappa e tu continui, gli stai dietro
lo sfondo è una donna, si muove lenta
e un uomo che rumora e canta a ritmo
di quello che si versa in un angolo
di mondo, di questa e di quella vita
zapping di storia, di storie, di gente
le voci sono tante ma l’attore è uno
ogni volta diverso ma lo stesso

È un brusio la vita, e questi persi
in essa, la perdono serenamente,
se il cuore ne hanno pieno: a godersi

eccoli, miseri, la sera: e potente
in essi, inermi, per essi, il mito
rinasce… Ma io, con il cuore cosciente

di chi soltanto nella storia ha vita,
potrò mai più con pura passione operare,
se so che la nostra storia è finita?

Le voci tacciono, il rumore cambia
Lui si sveste, la donna è attaccapanni

Mi spoglio in una delle mille stanze
dove a via Fonteiana si dorme.
Su tutto puoi scavare, tempo: speranze

passioni. Ma non su queste forme
pure della vita… Si riduce
ad esse l’uomo, quando colme

siano esperienza e fiducia
nel mondo…

Si distende, si gira e si rigira
Su quel muro ch’è diventato letto
Con la donna che ragnatela intorno
La scavatrice gli ricorda e quello

– è il mondo. Piange ciò che ha
fine e ricomincia. Ciò che era
area erbosa, aperto spiazzo, e si fa

cortile, bianco come cera,
chiuso in un decoro ch’è rancore;
ciò che era quasi una vecchia fiera

di freschi intonachi sghembi al sole,
e si fa nuovo isolato, brulicante
in un ordine ch’è spento dolore.

Piange ciò che muta, anche
per farsi migliore. La luce
del futuro non cessa un solo istante

di ferirci: è qui, che brucia
in ogni nostro atto quotidiano,
angoscia anche nella fiducia

che ci dà vita, nell’impeto gobettiano
verso questi operai, che muti innalzano,
nel rione dell’altro fronte umano,

il loro rosso straccio di speranza.

[Ho riportato alcuni versi de Le Ceneri di Gramsci e La Scavatrice di P.P. Pasolini presenti e interpretate da Mele Ferrarini accompagnato da Roberto Caruso e Cristina Minoja nello spettacolo Telepasolini a La Forma del Libro a Padova.
11 ottobre 2016]

Annunci

Un pensiero su “A Telepasolini

  1. risento gli echi di quella sera, di quella stanza dove teatro lo fa l’attore e il muro e la donna ombra e sfondo … grazie Stefania, così il viaggio (peripezia) diventa scoperta e rivela altre anime della piena libreria –

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...