Ritorno

Ritorno da dove ero partita.
E mi ritrovo a guardare tutto quello che ho lasciato. Pezzi di me sparsi in giro: sugli occhi degli altri, sui libri, sugli scarabocchi, sulla tastiera, sulle mie mani, sulla fatica, sulle parole che scrivevo.

Le parole. Le parole che amo cosi tanto da averne paura. Provo a liberarmene: mi allontano, le ignoro, le evito, a fatica perché loro se ne stanno lì e aspettano dentro, pazienti il mio ritorno.

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3 pensieri su “Ritorno

  1. restano le parole ma sono “termini”, fine, stop della definizione, ma poi ci sono i sinonimi, che aprono altri orizzonti ristretti e li dilatano, anche se solo accostando, legnetto a legnetto, e si costruisce qualche cosa, homo sapiens ha bisogno di difesa, protezione e basta, insieme a nutrimento, sicurezza, domani – le parole aprono al dopo e ciò mi basta, senza fine

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  2. I pezzi sparsi in giro non sono andati perduti, qualcuno svolazza qua e là in attesa di trovare casa, altri ce li siamo messi in tasca… io ne conservo parecchi.

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