Di Neve e Leggerezza

di stefania zanotto

È possibile toccare la leggerezza?
È possibile riuscire a catturarla e trattenerla un po’ per guardarla in tutta la sua bellezza?

Fin da piccola mi hanno sempre detto di non toccare le ali alle farfalle perché avrebbero smesso di volare. E di non toccare i boccioli dei fiori altrimenti non li avrei visti sbocciare.
Quando nei campi raccoglievo un soffione, si dissolveva all’aria ancor prima che ci soffiassi sopra. Senza parlare che non sono mai riuscita ad acchiappare una bolla di sapone. E se calpestavo la neve, smontava subito come per magia.

Dieci giorni fa ho visto un uomo che appoggiava la punta delle mani giunte sulla bara dell’amico con la delicatezza di un petalo d’orchidea: con compostezza ed eleganza fermava il tempo, in silenzio, senza badare che tutto intorno era un brusio di vita. Senza dire nulla gli stava dicendo tutto.

Avrei voluto fermare quell’attimo per averlo: non l’ho fatto, non ho potuto, meglio così perché altrimenti l’avrei perso per sempre.

Leggerezza.

Non potevo toccarla.

Se calpesti la neve svanisce l’illusione.

Lo stesso giorno che ho salutato Kenji San, ho comprato Neve. Forse perché in copertina il titolo è scritto anche in giapponese, forse perché la storia – ora posso dire fiaba – è ambientata in Giappone, forse perché parla di un poeta, e forse perché da subito mi è sembrato leggero.

Si legge in un’ora volendo: è pulito silenzioso e delicato proprio come la neve.

Arrivare in profondità senza pesi: arte della leggerezza.

A me è arrivata così, a pag. 89:
“il poeta, il vero poeta, possiede l’arte del funambolo. Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un’opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere è avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro. Il difficile non è elevarsi dal suolo e mantenersi in equilibrio sul filo del linguaggio, aiutato dal bilanciere e dalla penna. Non è neppure andar dritto su una linea continua e talvolta ininterrotta da vertigini effimere quanto la cascata di una virgola o l’ostacolo di un punto. No, il difficile, per il poeta, è rimanere costantemente su quel filo che è la scrittura, vivere ogni ora della vita all’altezza del proprio sogno, non scendere mai, neppure per qualche istante, dalla corda dell’immaginazione. In verità, il difficile è diventare funambolo della parola.”

Neve – Maxence Fermine – Assaggi di narrativa Bompiani

Annunci

2 pensieri su “Di Neve e Leggerezza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...